2 le possibili opzioni per non avere scuse : strada bianca e strada asfaltata per due guide eccezionali Donatello Pistelli e Ettore Maglio
ecco cosa ci racconta il nostro amico Donatello Pistelli:
Domenica 25 ottobre 2015
L’Eroica Percorso permanente
KM 205 di cui Km 100 di strade bianche
L’Eroica è una gara cicloturistica che negli ultimi decenni ha riscosso un successo a livello mondiale. Nata per valorizzare le poche strade rimaste sterrate nel territorio del Chianti e Senese in genere, è diventata un incontro tra appassionati di proporzioni enormi, i numeri parlano da soli: cinquemila iscrizioni all’anno per partecipare su tre percorsi ufficiali il primo di 204 km di cui 100 sterrati, il secondo di 130 km e il terzo di 35 km, per il percorso lungo si parte alle 5 di mattina e qualcuno arriva al traguardo a notte fonda. Alla corsa si può partecipare con biciclette di qualsiasi tipo purchè antecedenti al 1986..capirete bene la varietà dei partecipanti che, come ripeto arrivano da tutto il mondo, goliardiche le note di colore che si vedono, ricordo ancora un signore che in una vecchia bici si riparava allegramente dal sole con un grande ombrello verde….. Noi che di pedalare non abbiamo voglia ogni tanto andiamo sull’Eroica a bordo delle nostre moto..ma non pensate che nonostante il motore, che non ci fa pedalare, sia una passeggiata di tutto riposo. Nonostante già blasonate edizioni della Eroica in moto raccomandino moto enduro con gomme tassellate io ritengo che sia una esagerazione, più per dare prestigio a chi le indice che per reale necessità, da quando vado sul percorso dell’Eroica e ormai lo faccio da molti anni mi è capitato di partecipare con amici con le moto più disparate, ricordo sul percorso dell’Eroica insieme a me Goldwing, LT 1200 Bmw, e moto di ogni genere e tipo, dalla vespina 50 a tutte le maxi enduro stradali esistenti sul mercato. Naturalmente non c’è neppure da sottovalutare che si va in sterrato, maggiore difficoltà di controllare la moto, essere pronti ad affrontare piccole difficoltà che su asfalto non si verificano, come ritrovarsi a dover aggiustare una traettoria dopo che la gomma di di dietro ci ha momentaneamente abbandonato.inutile dire che l’attenzione è doppia tutto va usato con più attenzione e delicatezza…un po’ come camminare sulle uova. Altra nota da non sottovalutare, per chi vuole venire è che, per arrivare a Gaiole in chianti o Radda in chianti per la Mattina del 25 ottobre alle 9 partendo Da Livorno le strade secondo me sono due : FI-PI-LI Fino a firenze immettersi nella A1 direzione Roma uscita VALDARNO, direzione Cavriglia gaiole in chianti. Circa 170 km tempo previsto circa 2ore e un quarto 2 ore e mezzo. Oppure : FI-PI-LI fino a Empoli nord (prima uscita) Castelfiorntino , Certaldo, Poggibonsi; castellina in chianti, Radda in chianti km 121 ma tempo come passare dall’autostrada o superiore.
Il percorso comincia a Gaiole in Chianti, costeggiando il castello di Brolio si arriva a sfiorare le mura di Siena. Di qui attraverso la Valdarbia entriamo nei boschi della verdissima Val di Merse: attraverso Radi, Murlo, Castiglion del Bosco, raggiungiamo Montalcino dove ci fermiamo per un panino e per visitare il piccolo borgo. Riprendiamo il percorso tra i vigneti del Brunello, passando attraverso la Val d’Orcia e la Val d’Asso. Da Torrenieri arriviamo nel piccolo borgo di Lucignano d’Asso e poi a San Giovanni d’Asso, patria del tartufo, “oro bianco” delle Crete. Giungiamo così a Buonconvento dove attraversiamo la ss.2 Cassia e dopo un breve tratto sulle tracce della via Francigena si torna nel magico mondo delle Crete passando per Asciano. Attraversando via di Monte Sante Marie, torniamo nel Chianti a Castelnuovo Berardenga e poi lungo la strada di Vagliagli fino a Radda e a Vertine prima di ridiscendere a Gaiole, punto di partenza e di arrivo di questo itinerario.
Montalcino
Sorge su una dorsale esterna alla Val d’Orcia, sulla sommità di un alto poggio (mt 557) sulla strada da Siena a Roma. Il borgo medievale, mantenutosi ampiamente integro, celebrato per la sua rocca, ultimo baluardo della Repubblica Senese nel ‘500, è oggi la capitale del celebre Brunello, ritenuto uno dei più famosi vini italiani. Il mastio della rocca ospita al piano terreno un’enoteca ben fornita e ai piani superiori si apre l’accesso agli spalti e alle torri.
All’origine del successo enologico del Brunello (primo vino Italiano a ottenere nel 1980 la Denominazione di Origine Controllata e Garantita – D.O.C.G) è stata la felice intuizione di un vignaiolo locale , Ferruccio Bindi Santi che nella seconda metà dell’800 decise di non miscelare l’uva Sangiovese, ma di lasciarla invecchiare da sola in botti di rovere o di castagno. Un rigoroso disciplinare stabilisce i limiti della zona di produzione ( circa 800 ettari) e il tempo di invecchiamento ( minimo 3 anni, ma la migliore qualità è dopo 7-8 anni)
Crete senesi
Le Crete senesi costituiscono una zona collinare molto particolare a sud - est di Siena, la cui composizione argillosa è dovuta alla loro antica natura di bacino marino, nel quale si sedimentarono sabbia e fanghiglia. Il paesaggio è pressoché privo di vegetazione con calanchi e biancane, piccole colline a cupola con colori assai inconsueti, come il grigio dell’argilla e il bianco del solfato. Il territorio è attraversato dall’antica via Cassia, poi via Francigena usato dai pellegrini del Medioevo per recarsi a Roma. Si possono così incontrare numerose pievi, abbazie e case coloniche sorte in tutte le epoche.
Chianti classico
Il toponimo “Chianti” di probabile origine etrusca è attestato intorno al VIII secolo; con la specifica “classico” si indica un territorio della Toscana di 70.000 ettari compresa da nord a sud tra Firenze e Siena e da est a ovest tra Cavriglia e Poggibonsi. Il simbolo – Il Gallo Nero su fondo oro – risale a quello della storica Lega del Chianti ed ha un’origine leggendaria: quando agli inizi del ‘200 le repubbliche di Firenze e Siena, divise da un’insanabile rivalità, decisero di ridisegnare i confini dei rispettivi territori, si stabilì che da ciascuna città partisse al canto del gallo un cavaliere diretto verso le mura nemiche e che il punto di incontro diventasse il confine: i senesi scelsero un gallo bianco, i fiorentini un gallo nero tenuto opportunamente a digiuno, che quindi cantò ben prima dell’alba, consentendo al cavaliere di percorrere più strada di quello senese. Il punto d’incontro fu il castello di Fonterutoli. Nel 1398 compare il primo atto notarile che vede riferire il nome Chianti a un vino. I confini di questo territorio risalgono al bando del 1716 di Cosimo 3° Granduca di Toscana. Dopo la seconda metà dell’800 apparvero le prime opere specifiche di enologia e viticultura toscana: fu Bettino Ricasoli che nel castello di Brolio (che noi nel nostro itinerario costeggiamo) produsse un vino rosso che cominciò ad esportare in vari paesi del mondo: egli individuò l’uvaggio adatto a produrre il vino Chianti: il Sangiovese, il cuore del Chianti ( 75-90%), con l’aggiunta di altri vitigni, Canaiolo nero (5-10%) e Malvasia e Trebbiano (2-5%). Nel 1924 nasce a Radda in Chianti il Consorzio per la difesa del vino Chianti e del suo marchio di origine, su iniziativa di 33 produttori. Nel 1984 il Chianti classico ottiene la Denominazione di Origine Controllata D.O.G.D.
Per il percorso stradale andremo a fare le strade che conducono più fedelmente possibile al percorso dell’eroica, non mancando di passare o visitare anche luoghi come Trequanda o Pienza non in programma nel percorso classico.
La partenza la faremo; o dal percorso classico da Gaiole in Chianti oppure dal luogo che ci tornerà meglio per la logistica dei partecipanti .. presumibilmente da Radda In chianti.
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