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redeagle
Moto 650cc
   
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Posted - 28/07/2008 : 11:13:36
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Il Mondiale 2008 si è aperto con un’eredità pesante da sostenere per il neocampione del mondo Casey Stoner, chiamato a replicare o comunque a tentare di confermare l’incredibile stagione scorsa. Nelle diciotto gare del calendario 2007 il centauro australiano di Kurri-Kurri ha infatti annientato la concorrenza, lasciando agli avversari nient’altro che poche briciole. Dieci vittorie per un totale di 367 punti conquistati, 125 in più di quelli accumulati dal secondo classificato, Daniel Pedrosa, bastavano, più di mille parole, a descrivere lo strapotere di Stoner e allo stesso tempo a spronarlo nella nuova avventura. E, stando almeno a quanto accaduto nel primo Gp disputato sulla pista di Losail in Qatar, niente sembrava essere cambiato rispetto ai dodici mesi appena trascorsi. Casey, infatti, ha dominato in lungo e in largo la corsa, lasciando agli altri solo l’iniziale illusione di poter gareggiare al suo passo, per poi staccarli ed avviarsi da solo verso la vittoria. Mentre gli altri, il rivale “ufficiale” Valentino Rossi compreso, annaspavano dietro di lui, incapaci di reggere il ritmo della Ducati Desmosedici dell’australiano. Tra i pochi che davano prova di riuscire almeno a salvare l’onore spiccava lo spagnolo Jorge Lorenzo, debuttante in MotoGp e capace di issarsi al secondo posto, alle spalle di Stoner.
Già dal gran premio successivo, a Jerez de la Frontera, però, le cose iniziavano a cambiare, con il numero 1 Ducati ad arrancare nelle retrovie su un circuito che lui e la sua moto non riescono proprio a digerire. Complice quindi la giornata no del campione del mondo, il vero protagonista e dominatore assoluto della corsa è l’idolo di casa Dani Pedrosa, autore di una performance mostruosa, che lo conferma ancora una volta pilota di indubbio talento. Dietro di lui Valentino appariva in ripresa con un ottimo secondo posto che gli permetteva di tagliare, unico finora, il traguardo dei 100 podi mondiali nella classe regina. Alle sue spalla scalpitava il talentino spagnolo Jorge Lorenzo, già bicampione del mondo in 250 e segnalatosi con due pole nelle prime due gare, frutto del suo stile irruento ma concreto. E proprio Lorenzo riusciva finalmente a salire sul gradino più alto del podio nel Gp successivo, disputato sulla pista portoghese dell’Estoril, partendo ancora una volta in pole position e concludendo vittoriosamente la gara. Un successo reso ancora più significativo da due importanti fattori: da un lato la capacità di resistere al dolore per l’infortunio all’avambraccio destro e dall’altro l’aver tenuto dietro il connazionale e “rivale” Daniel Pedrosa, secondo alle sue spalle. Valentino frattanto proseguiva nella scia dei buoni risultati agguantando il terzo posto, buono per raggiungere il la terza posizione in classifica mondiale con 47 punti dietro ai 61 punti di Lorenzo e Pedrosa. E Casey Stoner? Per lui continuava il trend negativo, ottenendo un modesto (per lui) sesto posto e sembrando mancare di quel qualcosa in più che lo rendeva imprendibile per tutti.
Il Gran Premio della Cina a Shanghai, corso due settimane dopo la tappa lusitana, vedeva invece il duello serrato tra Rossi e Pedrosa, che si affrontavano a viso aperto in una sfida risoltasi con la vittoria del primo grazie ad un’accelerazione a cinque giri dalla fine. Un secondo guadagnato in un giro e mezzo che permetteva al Dottore di trionfare per la prima volta quest’anno, mettendo fine alla serie di sette gare senza concludere al primo posto. Il piccolo centauro iberico, dal canto suo, preferiva mantenere la seconda piazza, grazie alla quale guadagnava in solitaria la vetta della classifica mondiale con 83 punti, dato che l’enfant prodige Jorge Lorenzo giungeva al quarto posto dopo aver corso con entrambe le caviglie fratturate. Davanti a lui si piazzava Casey Stoner, in ripresa dopo gli ultimi due deludenti Gp e supportato da una buona Ducati.
Valentino dominava poi la gara seguente, disputata sul circuito di Le Mans e valida per il Gp di Francia, con una condotta di gara “vecchio stile”, protetto dal resto del gruppo da un comodo cuscino di 4.9 secondi di vantaggio. Incurante della pioggia caduta sulla pista, Rossi partiva dalla quarta posizione in griglia lasciandosi tutti dietro dopo pochi giri, con il compagno di squadra, il plurinfortunato Jorge Lorenzo, a capeggiare la pattuglia degli inseguitori. Il podio veniva poi completato dall’altro pilota Yamaha (non ufficiale) Colin Edwards, capace di dare 3.3 secondi a Pedrosa, quarto. Lo spagnolo perdeva così la testa della classifica iridata, cedendola al Dottore, primo con 97 punti, tre in più della coppia Pedrosa - Lorenzo. Per Stoner invece giornata da dimenticare, con un brutto sedicesimo posto figlio della rottura dell’albero motore della sua Ducati Desmosedici.
La striscia vincente di Valentino proseguiva anche sul tracciato del Mugello, teatro del Gran Premio d’Italia di MotoGp, e pista che il pesarese conosce praticamente a memoria, come dimostrato in un weekend di gara iniziato con la pole e concluso con il terzo successo di fila negli ultimi tre gp disputati. Per il Dottore ancora una gara da dominatore assoluto, con la testa della corsa conquistata dopo una partenza non perfetta e mantenuta fino alla bandiera a scacchi, con Stoner lasciato alle sue spalle, staccato di 2.2 secondi ma in crescita dopo il disastro di Le Mans. Rossi confermava così la sua leadership nella classifica mondiale con 122 punti, lasciando Pedrosa (giunto terzo in gara) secondo a 110 e Lorenzo terzo a 94, quest’ultimo rimasto a secco causa un errore con conseguente uscita di pista al 17esimo giro. Un ottimo risultato lo otteneva poi il sanmarinese Alex De Angelis, che partito decimo tagliava il traguardo in quarta posizione.
Dopo le tre vittorie consecutive del Dottor Rossi, era di nuovo un circuito spagnolo, quello di Montmelò, a veder trionfare Daniel Pedrosa, anche questa volta in solitaria, con 2.8 secondi di vantaggio proprio su Valentino, protagonista di un duello serrato con Casey Stoner, competitivo nonostante i problemi di trazione della sua Ducati. Un successo che riapriva ancora di più la bagarre per la conquista del titolo mondiale, visto che il distacco tra il leader iridato Rossi e il suo più immediato inseguitore Pedrosa si riduceva a sole sette lunghezze, 142 punti a 135. Il terzo in graduatoria invece, Jorge Lorenzo, restava ancora fermo a 94 punti dato che una tremenda caduta nelle prove libere del venerdì gli procurava un trauma cranico e profonde escoriazioni a un dito, con il conseguente divieto di correre del dottor Costa, medico del Motomondiale. Stoner, dal canto suo, ne approfittava per limare a soli due punticini il distacco dal giovane pilota maiorchino.
E proprio il campione del mondo in carica era l’assoluto protagonista del Gran Premio successivo, quello di Gran Bretagna, corso sulla pista di Donington, la preferita dal rivale Rossi. Un dominio che l’australiano esercitava già dalle libere del venerdì, mantenendosi costantemente al primo posto in graduatoria e assicurandosi con un gran tempo anche la partenza in pole position. Domenica poi non c’erano avversari che tenessero: Casey, infatti, iniziava subito a macinare giri su giri, staccando sempre più i piloti concorrenti e giungendo al traguardo con 5.7 secondi su Valentino Rossi, arrivato secondo. Dani Pedrosa completava il podio a 8.3 dall’australiano, mentre l’altro Yamaha Colin Edwards si piazzava al quarto posto. Il centauro di Tavullia conservava comunque la prima posizione in classifica con 162 punti, nove in più dello spagnolo, mentre Stoner strappa la terza piazza a Lorenzo in virtù dei suoi 117 punti rispetto ai 104 del bicampione del mondo in 250.
Stesso copione (o quasi) la settimana dopo sul celebre tracciato di Assen, l’”Università delle moto”, dove Stoner si laureava vincitore, ancora una volta in solitaria. In questo caso, però, una mano decisiva gliela dava la caduta di Rossi dopo poche curve dall’inizio, complice anche un contatto con il francese Randy De Puniet. Valentino si ritrovava così a dover ricominciare tutto da capo, con 30 secondi di distacco dall’australiano, e il meglio che riusciva ad ottenere era un undicesimo posto che portava in dote solo cinque punti. Là davanti invece Casey lasciava poco più che le briciole agli avversari, briciole raccolte però con parsimonia almeno da Pedrosa, il quale, grazie al secondo posto ottenuto, riprendeva la testa della graduatoria mondiale con 171 punti, quattro in più di Rossi, mentre il numero 1 Ducati si avvicinava sempre più, raggiungendo quota 142. Ancora un buon piazzamento per Colin Edwards, terzo, che beffava in dirittura d’arrivo lo sfortunato Nicky Hayden, al quale finiva la benzina a poche curve dalla bandiera a scacchi.
Al Sachsenring, teatro del Gran Premio di Germania, si completava, dopo quella di Rossi (Shanghai, Le Mans, Mugello), la tripletta di Stoner, che ancora una volta si lasciava Valentino e gli altri alle spalle andando a tagliare in completa solitudine il traguardo, forte dei 3.7 di vantaggio sul pesarese e della caduta al quinto giro di Pedrosa. Una scivolata, questa, dovuta all’asfalto bagnato del circuito tedesco e alla pioggia battente: condizioni di gara che entusiasmavano però Rossi, il quale con la seconda posizione conquistata riusciva a tornare al comando della classifica iridata con 187 punti. Lo spagnolo della Honda, a causa della caduta, rimane infatti a 171, con uno Stoner più che mai arrembante e detentore del terzo posto mondiale a 167 punti. Oltre ai tre protagonisti del Mondiale, si segnalava in gara Chris Vermeulen, giunto sul terzo gradino del podio, e l’altro duellante, il sanmarinese Alex De Angelis, arrivato quarto.
Ed eccoci finalmente all’ultimo (per ora) Gran Premio disputato, quello degli Stati Uniti d’America, che ha nella spettacolare pista californiana di Laguna Seca il suo teatro. Qui è stata la volta di una battaglia senza esclusione di colpi (anche “proibiti”, in particolare da parte di Valentino), che ha visto Rossi e Stoner gareggiare per la prima posizione, scambiandosi sorpassi e controsorpassi memorabili, soprattutto in corrispondenza della storica serie di curve del Cavatappi. Un duello, forse il primo “vero” duello tra questi due grandi campioni, che Valentino è riuscito a vincere grazie alla sua determinazione e irruenza, con una Yamaha capace di tenere testa al “mostro” Ducati, che Casey aveva portato alla pole di sabato proprio davanti al Dottore. Una vittoria che per il centauro pesarese significa 212 punti in classifica e primo posto rafforzato, con venticinque lunghezze di vantaggio sull’australiano di Kurri-Kurri e ben quarantuno su Pedrosa, impossibilitato a prendere il via a causa delle lesioni subite nella caduta del Sachsenring. Ancora sul podio Chris Vermeulen davanti ad un altro italiano, stavolta Andrea Dovizioso, che ha preceduto Nicky Hayden, due volte vincitore qui nel 2005 e 2006.
Fatto il punto della situazione, ora non resta che aspettare il 17 agosto, quando sul tracciato di Brno si correrà il Gran Premio della Repubblica Ceca valido per il mondiale MotoGp. Rossi e Stoner saranno di nuovo pronti a darsi battaglia, con Pedrosa a fare da terzo incomodo e possibili outsiders come Vermeulen ed Edwards intenzionati a dire la loro. Appuntamento dunque a Brno e a noi di Italiani non resta altro che augurarvi… buona visione!
Fonte: http://www.fondazioneitaliani.it/index.php/Moto-Gp-2008.-Il-punto-della-situazione.html
Saluti e lampzzz, RedEagle
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